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Monumenti a Peschici

martedì, 28 giugno 2011

Abbazia di S. Maria di Calena: Uno dei più importanti monumenti del Gargano, a km 1.5 dal paese sulla statale per Vieste, dove per lungo tempo ha vissuto una comunità di monaci benedettini. Al suo interno si trova, un’interessante statuetta lignea di Madonna con Bambino.
Costruita probabilmente nella prima metà dell’XI secolo e. donata da Leone, arcivescovo di Siponto, all’Abbazia benedettina delle Trémiti, acquistò subito importanza e ricchezza; nel 1059 fu donata agli abati di Montecassino, e ai Cassinesi rimase formamente soggetta fino alla soppressione dell’Abbazia delle Trémiti nel 1783.
Attualmente è incorporata con il convento nella masseria Martucci.

Il Castello: chiuso tra le mura del Recinto Baronale, fu costruito dai normanni nella seconda metà dell’anno mille, ma fu sotto Federico II che trovò nuovo splendore, con la costruzione della torre, detta “Rocca Imperiale”.

Centro storico: Il centro storico è molto caratteristico, fatto di scale e case che degradano verso il mare con un percorso irregolare. Il paese è ricco di botteghe e negozietti di ogni tipo, dove le locande, le taverne, e i ristorantini locali, inebriano l’aria con i profumi delle ricette del posto.

Chiesa della Madonna di Loreto: la chiesa edificata tra il XVI e il XVII secolo, sul luogo dove era apparsa la Madonna ad un gruppo di marinai travolti dalla burrasca.

I Trabucchi: Sistema di pesca tradizionale del Gargano settendrionale, caratterizzato da pali di legno conficcati nelle roccie e funi che trattengono una grande rete calata in acqua, detta trabocchetto, in cui cade il pesce.
Queste ingegnose macchine da pesca, (ottimi esempi di bio architettura/ingegneria), si protendono in tutta la loro bellezza dell’azzurro del mare e caratterizzano la costa peschiciana.

Monumenti a Monte Sant’Angelo

martedì, 28 giugno 2011

Architetture religiose

Architetture militari

  • Castello: fatto edificare dal vescovo di Benevento Orso I fra l’837 e l’838, fu ampliato da normanni, svevi e angioini, che se ne servirono come prigione. Nel XV secolo Francesco di Giorgio Martini ne curò l’ulteriore fortificazione resa necessaria dalla diffusione delle armi da fuoco.
  • resti della mura duecentesche, in parte ancora visibili; erano in discrete condizioni sino alla fine del Settecento quando, l’ampliamento dell’edilizia ed il mutare della condizione socio-economiche, hanno determinato la nascita di quartieri che hanno modificato l’antico tessuto urbano.